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Giugno, Ore 11.00

PETER BRÖTZMANN SOLO (De)

Chiesa di San Michele, Ome

PETER BRÖTZMANN

Passano gli anni, si accumulano i dischi e si allunga l'elenco delle esibizioni, ma la dimensione del "solo" resta centrale nell'idea di ricerca e di libera improvvisazione che Peter Brötzmann ha immaginato prima e plasmato poi. Un viaggio al centro del suono inziato nel 1976, con l'epocale Solo, uscito ovviamente per la tedesca FMP. Da allora una manciata di pubblicazioni a scandire le tappe del percorso (dal bellissimo 14 Love Poems al più recente Lost & Found, da Nothing to Say a Right as Rain) e decine di concerti. Sax contralto, tenore, baritono, clarinetti e tarogato i ferri del mestiere (alternati, accantonati, ripescati, sovrapposti), in un gioco di rimandi introspettivi e ammirevole rigore che non può lasciare indifferenti. Perché levando il resto quel che rimane è puro Brötzmann: lacerante, doloroso, perfetto e tagliente. Con un pizzico di dolcezza e cantabilità in più da qualche tempo a questa parte, ma senza rinunciare alla consueta, definitiva presenza.

raia

Asylum

musiche di Antonio Raia; ideato e realizzato a cura di Antonio Raia (sax tenore) e Renato Fiorito (sound engineer); prodotto da Clean Feed Records;

“Asylum” _ dedicato ai rifugiati politici, al concetto di casa come rifugio e all'ex Asilo Filangieri di Napoli che ha ospitato le registrazioni nel refettorio dell' ex orfanotrofio. Il lavoro è in qualche modo il punto di arrivo di una ricerca timbrica, di circa 3 anni, sul suono acustico del sax tenore ed è risultato di un mese di ricerca sulla relazione spazio-suono.

 

  • Il perché di questo lavoro:

“ Ho provato a fare qualcosa come fosse un dono, che parlasse dal mio dentro e che non avesse poi padroni una volta uscito. Allora mi sono chiesto cosa fosse l’insieme. Scopro che è l’unione di singole realtà in dialogo fra loro oppure un contenitore. L’insieme quindi è un immagine complessa, dal latino complexus: comprendere, abbracciare. Così la complessità che indago non è sorella della difficoltà ma è principio di unione di più parti. So che  il mio tempo fin qui consumato e vissuto, mi ha insegnato che le cose belle sono fatte in relazione a qualcuno o qualcosa, con qualcosa e con qualcuno, e che nel confronto, se è vero che ci si può smarrire, è vero, anche se raro, che ci si può scoprire e si può imparare a rimuovere ciò che ( ci ) nasconde “.

Antonio Raia