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Giugno, Ore 21.00
GROUND MUSIC DINNER & Presentazione dei vini dell’ Az. Agr. Lo Sparviere
ore 20.00

h 21.00 - ROOTS MAGIC
h 22.00 JULIEN DESPREZ trio (FRA)

@Piazzale della Chiesa di San Zenone (MONTICELLI BRUSATI) Franciacorta
Ore 21.00

ROOTS MAGIC

Alberto Popolla: clarinetto
Errico De Fabritiis: sax
Gianfranco Tedeschi: contrabbasso
Fabrizio Spera: batteria

 

 

La musica suonata da Roots Magic attinge a due estremi della tradizione musicale Afro-Americana. Dal Blues profondo e ancestrale di Charlie Patton, Skip James e Blind Willie Johnson verso il "Jazz Creativo" degli anni Sessanta e Settanta. Da Charles Tyler e Marion Brown, fino a John Carter, Julius Hemphill e Roscoe Mitchell. Un repertorio calibrato intorno all'idea di reinvenzione della radice Blues fra tradizione e innovazione.
I Roots Magic si sono esibiti in festival e rassegne in Europa e Stati Uniti. Fra questi: Elastic Arts (Chicago) Juke Joint Festival (Clarksdale, Mississippi) Konfrontationen (Nickelsdorf Austria) Jazz Cerkno (Slovenia) Jazz im Goethe Garten (Lisbona) Jazztopad (Wroklaw) Jazz & Wine of Peace (Cormons) Ai confini fra Sardegna e Jazz (St.Anna Arresi) Seixal Jazz (Portogallo) Casa del Jazz (Roma)...
Tra il 2015 e il 2018 Roots Magic è stato votato tra i dieci migliori gruppi Italiani nel referendum Top Jazz del mensile Musica Jazz. "Last Kind Words" il secondo album del gruppo è stato votato fra i migliori album del 2017 da Rai Radio 3, Musica Jazz (I) Bill Shoemaker-Point of Departure (USA) New York City Jazz Record (USA) Il Giornale della Musica (I) Big City Blog (USA) Stereogum (USA) UK Jazz Radio... A Giugno 2020 Clean Feed ha pubblicato il terzo album "Take Roots Among the Star.

Ore 22.00

JULIEN DESPREZ trio (FRA)

Julien Desprez: chitarra elettrica
Jean François Riffaud: basso elettrico
Francesco Pastacaldi: on drums

 

 

 

Se lo si ascolta senza vederlo, non è facile capire che Julien Desprez suona la chitarra elettrica. Il giovane musicista francese suona con una salutare spontaneità molteplici modificazioni del suono, sia interne che esterne al proprio strumento. Mentre gioca con i microfoni e trasforma il suono con i pedali, sembra che le sue mani ballino il tip-tap sugli accordi. I suoi brani dal vivo suonano come dei cut-up, simili alla cosiddetta musica glitch, e ci ricordano Akufen, alias Marc Leclair, produttore quebecchese di musica techno, con cui condivide la passione per il jolting: il corpo esegue quasi una danza mentre suona, e il suo rapporto con la chitarra evoca l’immagine di un mago capace di ipnotizzare un domatore di tigri.
‘Acapulco’ è frutto di un concetto: sviluppare una forma musicale in grado di ricevere e dare vita ad ogni tipo di suono, proveniente da qualsiasi campo o estetica musicale. L’idea ha portato a creare un approccio anticonvenzionale alla chitarra, attraverso un mix di azioni manuali sullo strumento in concomitanza con il lavoro dei piedi sui pedali. Il corpo è divenuto così un elemento centrale nella ricerca artistica di ‘Acapulco’.
Con l’obiettivo di sviluppare ulteriormente questa peculiarità, l’estetica della performance è stata ampliata tramite un sistema di luci, tre barre di LED molto potenti e reattive che vanno a sostenere il significato musicale. Julien aziona le luci con i pedali, controllando direttamente dal palco questi effetti luminosi semplici, taglienti e incisivi, proprio come fa con la musica.
Tutti i pedali – delle luci e musicali – sono distribuiti sul palco in modo da creare spazi, profondità e prospettive diverse, e costringere l’artista a muoversi. Questo semplice sistema spezza il flusso del suono, del tempo e dello spazio, e permette a nuove densità musicali di emergere. La musica diviene inconcepibile senza prendere in considerazione lo spazio. Tutto è connesso.
Ma, allo stesso tempo, tutto può essere anche indipendente. Ogni spazio sonoro, spaziale, luminoso e visuale può anche, contemporaneamente, separarsi dal resto in un’esistenza propria e raccontare la sua storia. Qui Julien attinge a ciò che appare essere, ma anche a ciò che nasconde, a ciò che sentiamo, e da dove lo sentiamo. La performance è vivida, ed espone la sua fragilità.
Nato dalle esplorazioni sonore, corporee e formali degli ultimi anni, ‘Acapulco Redux’ fa parte del progetto ‘Acapulco’ creato nel 2013. Trascendendo i confini della chitarra, creando un nuovo strumento che pare fondersi con una batteria o un organo umano, ‘Acapulco Redux’ va oltre la pratica strumentale per evocare una danza, mettendo in discussione la relazione fisica e gestuale intrinseca alla chitarra.
In questa nuova fase del progetto, che mette suono, spazio e luce sullo stesso piano, il fulcro della performance è leggermente dislocato e le prospettive si moltiplicano. Tensioni, rotture, shock – di qualsiasi natura – creano uno spazio-tempo singolare.

Julien Desprez è musicista e performer di base a Parigi. Il jazz e il rock furono i suoi primi amori musicali ma, man mano che la sua pratica è progredita, anche il suo approccio al suo strumento, alla musica e allo spazio sono cambiati. Ora considera la chitarra più come una batteria, un organo, uno strumento modificabile a volontà. Evolvendosi tra sound art, performance e musica improvvisata contemporanea, il suo lavoro è incentrato su tutte le domande che scaturiscono da uno spazio scenico, attraverso il corpo, lo spazio, la vista e la luce, ma dove il suono rimane il pilastro centrale.

Julien è co-fondatore dal 2008 della cooperativa musicale Collectif Coax. Con il suo trio ‘power rock’ Abacaxi si è esibito in festival prestigiosi come Jazz em Agosto, Saalfelden, Moers Festival e Fimav (Victoriaville).
Ha anche suonato con Charlie Haden, Mats Gustafsson, Jeanne Added, Edward Perraud, François Jeanneau, Louis Sclavis, Stephane Payen, Guillaume Orti, Benoit Delbecq, Tortoise, Han Bennink, Hubert Dupont, Rob Mazurek, Jeff Parker, Beniat Achary, Noël Ackchoté, David Grubbs, Doug Wamble, Marc Ducret, Sylvain Darrifourcq ed Eve Risser.

vini dell’ Az. Agr. Lo Sparviere

Situata a Monticelli Brusati, L’Azienda Agricola Lo Sparviere è un luogo senza tempo che
parla di storia e amore per la terra. Il suo nome deriva dalla raffigurazione dello sparviere
posta sul maestoso camino all’interno del salone della casa padronale, nucleo storico
della cantina.
Lo Sparviere ha sede in un’antica dimora di campagna risalente al XVI secolo. Alla sua
guida troviamo la Sig.ra Monique Poncelet Gussalli Beretta, donna determinata che ha
fortemente voluto il recupero della storia e del fascino di questo antico angolo di
Franciacorta.